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L’evoluzione dei codec: da H.264 a AV1 e VVC — cosa dovrebbero scegliere gli operatori?


Negli ultimi dieci anni, il mercato video ha subito una rapida trasformazione dalla TV lineare ai servizi IPTV/OTT flessibili, dove la qualità dell’immagine e l’efficienza della distribuzione giocano un ruolo cruciale. 


Ma con la crescente diffusione dei contenuti 4K e 8K, l’espansione delle librerie e l’aumento del carico sulle infrastrutture CDN, gli operatori devono trovare un equilibrio tra costi di traffico, risorse computazionali ed esperienza utente. Per questo motivo, la scelta dei codec video di nuova generazione e delle tecnologie di riduzione del bitrate sta diventando una questione strategica, non più solo tecnica.


L’evoluzione dei codec video attraverso diversi standard di codifica ha evidenziato alcune tappe fondamentali: il consolidato H.264/AVC, il più avanzato HEVC/H.265, l’open AV1 e il più recente VVC/H.266. 


Ciascuno di questi standard è stato progettato per specifiche condizioni di mercato, e un confronto diretto tra codec OTT porta spesso a conclusioni semplificate. È più importante comprendere le esigenze attuali degli operatori — inclusa la compressione ottimale dei video 4K e 8K — e le nuove sfide che emergeranno nei prossimi due o tre anni.


H.264: uno standard che funziona ancora

Nonostante la sua età, H.264 rimane il codec dominante nel segmento IPTV di massa. Le ragioni sono evidenti: costi di licenza accessibili, massima compatibilità con i dispositivi consumer e bassi requisiti computazionali. Per gli operatori che lavorano con contenuti SD/HD, H.264 resta spesso la scelta più conveniente dal punto di vista economico.


Tuttavia, la crescente diffusione dei contenuti UHD e l’espansione delle reti ad alto traffico rendono H.264 sempre meno efficiente. Richiede un bitrate significativamente più elevato per mantenere una qualità video accettabile, aumentando il carico sul CDN, il consumo di traffico nei picchi e riducendo la stabilità del servizio nei momenti di maggiore utilizzo.


HEVC: un compromesso tra qualità e accessibilità

HEVC è emerso come risposta logica alla necessità di una compressione più efficiente per video HD e 4K. In pratica, il codec riduce il bitrate di circa il 40–50% rispetto a H.264 mantenendo una qualità dell’immagine comparabile. Per gli operatori, ciò significa poter offrire contenuti UHD senza aumentare drasticamente i costi infrastrutturali.


Tuttavia, HEVC presenta due ostacoli. Il primo riguarda le licenze brevettuali, con pool di brevetti e royalties che restano una barriera per progetti su larga scala. Il secondo riguarda i problemi di compatibilità dei dispositivi e supporto, poiché, sebbene set-top box moderni e Smart TV supportino HEVC per impostazione predefinita, i dispositivi economici e i modelli più vecchi possono presentare limitazioni. Di conseguenza, gli operatori spesso implementano HEVC in schemi di codifica ibridi, mantenendo più profili per diverse classi di dispositivi.


AV1: una scelta orientata all’apertura e all’efficienza del traffico

Tra i codec video privi di royalties vi è AV1, progettato indipendentemente dai pool di brevetti, il che lo rende particolarmente interessante per le grandi piattaforme OTT. Il codec AV1 per IPTV offre un significativo miglioramento dell’efficienza: una riduzione del bitrate del 25–30% rispetto a HEVC e di quasi il 50% rispetto a H.264. Questo vantaggio è particolarmente rilevante per cataloghi 4K e 8K di grandi dimensioni, dove anche un piccolo risparmio di traffico si traduce in un impatto economico significativo.


La principale sfida dell’AV1 è l’elevato costo computazionale della codifica. Per gli operatori che utilizzano transcodificatori propri o soluzioni on-premise, ciò può richiedere un aggiornamento dei server. Tuttavia, la situazione sta cambiando rapidamente: il supporto hardware per AV1 sta comparendo nelle nuove piattaforme SoC per set-top box IPTV e nella maggior parte dei modelli recenti di Smart TV. Con l’aumento del supporto ai codec IPTV, nei prossimi due o tre anni AV1 è destinato a diventare uno dei codec più utilizzati nella distribuzione OTT.


VVC/H.266: lo standard del futuro per 8K e IPTV ad alto volume

VVC può essere considerato il successore evolutivo di HEVC, offrendo un’efficienza di compressione ancora maggiore (fino al 50% di riduzione del bitrate rispetto a HEVC) e una scalabilità che va dal video mobile fino agli stream 8K. Il codec è stato progettato pensando a nuovi casi d’uso: contenuti VR, reti con larghezza di banda instabile, streaming a bitrate adattivo e scene graficamente complesse.


Sebbene il settore mostri grande interesse per VVC, il principale ostacolo alla sua adozione è la mancanza di un ampio supporto hardware e le inevitabili restrizioni legate ai brevetti. I produttori di chipset stanno introducendo VVC con cautela, rendendolo una tecnologia del futuro per la maggior parte degli operatori. Tuttavia, è già evidente che per i servizi focalizzati su contenuti premium, alto ARPU e pianificazione strategica a lungo termine, VVC diventerà un elemento chiave della roadmap.


Cosa dovrebbero scegliere oggi gli operatori IPTV/OTT?

La scelta dei codec IPTV non è una questione di tendenza, ma un elemento fondamentale dell’architettura del servizio e dell’ottimizzazione del traffico CDN. Gli operatori con una vasta base di dispositivi più vecchi dovrebbero continuare a supportare H.264, ampliando gradualmente l’uso di HEVC per contenuti HD/UHD. Per coloro che investono nella scalabilità del CDN e nell’efficienza a lungo termine, la migrazione da H.264 ad AV1 sta diventando la direzione ottimale, riducendo il carico infrastrutturale e preparando il servizio alle future esigenze del mercato.


Se un’azienda punta a un lungo ciclo di vita del prodotto e considera i contenuti 8K un’opportunità strategica, è sensato includere VVC nel piano di aggiornamento e sviluppo dell’infrastruttura di streaming. Ciò consentirà agli operatori di prepararsi all’arrivo di hardware compatibile con il nuovo standard e di costruire vantaggi competitivi per gli anni a venire.

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